
Server MCP: stiamo entrando in un mondo post-API?

AUTHOR
Guillaume Vanbrugghe
Leading Product marketing
OneStock
Per oltre un decennio le API (Application Programming Interface) sono state il linguaggio universale che definiva l’architettura moderna. Dai microservizi ai principi componibili promossi dalla MACH Alliance, le API stabilivano il modo in cui i sistemi software comunicavano e scambiavano dati.
Ma l’arrivo degli agenti AI ha sollevato una domanda nuova e audace:
Il panorama digitale di domani potrebbe trasformarsi in un mondo MCP, dove il Model Context Protocol sarà il modo più diffuso e più intelligente per connettere i sistemi?
MCP, inizialmente sviluppato per consentire ai modelli di intelligenza artificiale di interagire in modo sicuro e prevedibile con strumenti esterni, sta diventando rapidamente un nuovo e potente livello di astrazione per tutte le comunicazioni service-to-service. Come ogni tecnologia rivoluzionaria che l’ha preceduta – SOAP, REST, Events – il suo impatto è destinato a estendersi ben oltre le sue origini AI.
Cosa distingue davvero un MCP?
Integrazione e auto-orchestrazione
AI-native
- Il problema: Le API tradizionali sono come un cassetto pieno di connettori diversi (USB-A, HDMI, Lightning). Ognuno richiede un’integrazione personalizzata.
- La soluzione MCP: MCP fornisce un protocollo universale e aperto per agenti e servizi AI. Funge da “porta USB-C per l’intelligenza artificiale”. Una volta che un sistema parla MCP, può connettersi istantaneamente a qualsiasi altro sistema compatibile con MCP.
Interfaccia standard e unificata: l’USB-C dell’AI
- Il problema: Le API sono pensate per esseri umani che scrivono codice. Attività complesse, come “Controlla le scorte, crea un ordine e invia una notifica di spedizione”, richiedono che uno sviluppatore scriva e sequenzi manualmente ogni passaggio (orchestrazione).
- La soluzione MCP: Il protocollo è progettato per agenti AI e facilita la comunicazione bidirezionale in tempo reale. L’agente AI può dichiarare solo l’obiettivo (“Esegui questo ordine”) e il server MCP gestirà automaticamente l’intero flusso di lavoro complesso e articolato in più fasi, inviando aggiornamenti man mano che si verificano gli eventi.
Scoperta dichiarativa: Plug-and-Play per i servizi
- Il problema: Con le API serve la documentazione per sapere esattamente quale endpoint utilizzare (POST /orders/create) e come strutturare i dati. Se l’API cambia, l’integrazione salta.
- La soluzione MCP: Il sistema ti dice in modo chiaro e dinamico cosa può fare (createOrder, getAvailability). È dichiarativo: il client AI chiede “Cosa puoi fare?” e il server risponde con un “menu” istantaneo e leggibile dalla macchina. Nessuna configurazione manuale. Funziona e basta.
Integrazione senza costi aggiuntivi (il sogno degli sviluppatori)
MCP elimina l’incessante attrito tecnico delle API tradizionali: niente più scontri tra REST e GraphQL, nessuna gestione delle regole di paginazione e molto meno tempo dedicato alle controversie sulle versioni. Un server MCP condivide le sue funzionalità di alto livello e il client (umano o AI) le utilizza immediatamente.
Before, Now

Perché questo potrebbe rimodellare l’architettura?
È evidente che il settore ha incontrato un ostacolo nella complessità delle API: migliaia di endpoint, documentazione frammentata, modelli incoerenti e integrazioni fragili e costose. MCP introduce una nuova filosofia, passando dalla connettività all’orchestrazione delle capacità. Invece di costruire integrazioni attorno a endpoint e strutture dati granulari, le costruiamo attorno ad azioni, strumenti e obiettivi di alto livello.
| API tradizionale (incentrata sul codice) | Model Context Protocol (incentrato sull’obiettivo) |
|---|---|
| Necessità: POST /api/v2/orders | Strumento: createOrder |
| Necessità: GET /inventory/sku_details/{sku} | Strumento: getAvailability |
| Risultato: API frammentate, di basso livello | Risultato: Un grafico di capacità coeso |
Questa mossa è molto più facile da comprendere per gli umani e da usare per le macchine (AI). Permette agli architetti di concentrarsi sul valore aziendale piuttosto che tappare buchi.
MCP sostituirà le API?
La risposta breve è: No, non subito, ma ridefinirà dove le API si trovano nello stack.
Le API non scompariranno: saranno incapsulate.
I server MCP diventeranno un nuovo livello di interfaccia intelligente basato sulle API esistenti. Un server MCP potrebbe eseguire diverse chiamate alle API REST legacy, ai sistemi ERP e OMS per soddisfare una singola richiesta dello strumento createOrder da parte di un agente AI.
I server MCP fungeranno da:
- Gateway AI-Ready basati sull’infrastruttura API esistente.
- Broker sicuri che astraggono e unificano più backend disordinati (come ERP, OMS, PIM, WMS).
- Orchestratori federati che racchiudono i sistemi legacy.
Creando un’interfaccia universale e intelligente, MCP consente all’intelligenza artificiale di diventare una vera e propria forza agente nell’azienda, gestendo e automatizzando attività complesse e inter-sistema in modo affidabile.
Conclusione: MCP non è solo un protocollo, è un cambiamento di paradigma
Stiamo entrando in un mondo in cui i sistemi non si connettono più con lunghe integrazioni API elaborate manualmente, ma con livelli di capacità dichiarativi specificamente progettati per agenti intelligenti. La domanda fondamentale non è più se MCP sostituirà le API; è quali organizzazioni adotteranno tempestivamente il livello MCP e si assicureranno un vantaggio architetturale esponenziale?
OneStock, posizionata come Distributed Order Management System (DOM/OMS) al centro della complessità del retail, riconosce che in un ecosistema guidato da canali agentici, marketplace e richieste in tempo reale, sfruttare MCP non è più un’opzione ma una necessità strategica per offrire un commercio veramente unificato.
Il nostro impegno nel guidare questo cambiamento è tangibile:
Strumenti per il futuro: a ottobre 2025 abbiamo lanciato il nostro server MCP, dotato di strumenti robusti per gestire promesse, inventario e ordini, facilitare una connessione intelligente e senza interruzioni con tutti gli agenti e i sistemi di intelligenza artificiale, e garantire al contempo la sicurezza con l’autenticazione OAuth, la gestione granulare dei ruoli e le restrizioni di accesso configurabili. (Clicca qui per la documentazione MCP OneStock).
Standard fondamentale: OneStock contribuisce attivamente a OnX (the Commerce Operations Foundation), un’iniziativa che si basa sul protocollo MCP per definire un nuovo linguaggio comune per le operazioni commerciali. (Consulta qui la documentazione di Onx).
Grazie all’adozione pionieristica del protocollo MCP, OneStock sta risolvendo le complessità delle operazioni inter-sistema con un linguaggio unificato e intelligente. Questo rafforza i due pilastri fondamentali della nostra visione AI, basati sul nostro server MCP:
OMS come fattore chiave per l’Agentic Commerce: trasformare l’OMS in un hub intelligente che consenta di fornire un’esperienza agentica completa prima e dopo l’acquisto, generando conversioni più elevate e un servizio clienti superiore. Leggi un articolo sull’argomento nel nostro blog.
Un agente si connette a più server MCP, non a uno solo: un errore comune è pensare che un agente sia vincolato a un singolo server MCP. In realtà, un agente opera su più server MCP, ognuno dei quali presenta un dominio specializzato di conoscenza o capacità.
Il futuro del retail è agentico e il suo linguaggio è MCP. Le aziende che resteranno ad aspettare creeranno integrazioni personalizzate per un mondo che si sta già muovendo verso l’intelligenza plug-and-play. Il momento di adottare questo nuovo standard è adesso.




